Mi rendo conto che non tutti conoscono questo termine Diaschisi e magari alcuni di voi lo conosceranno, ma sono abituati a chiamarlo in altro modo. Diaschisi è il termine coniato da un neurofisiopatologo Russo di nome Costantin Von Monakow e deriva dalle parole greche Dia ovvero “tra” e Schizen che sta per “separazione”, separazione tra, fa riferimento al processo di inibizione o stallo funzionale che avviene in seguito ad una lesione del sistema nervoso centrale tra strutture nervose che si trovano anche a distanza e che non sono state coinvolte dalla lesione, quindi in seguito alla lesione assistiamo come intuiva Von Monakow all’inibizione di alcuni organi nervosi che non erano necessariamente anatomicamente coinvolti nella lesione ma erano funzionalmente correlati tanto da determinarne uno stallo funzionale. 

Questa è una breve review del libro di Ezras Asratian, chi si occupa di riabilitazione neurocognitiva conosce molto bene questo nome perchè il nostro Professor Carlo Perfetti lo citava in ogni lezione dove veniva trattato l’argomento della diaschisi. Per chi invece non ha mai sentito questo nome, Asratian è stato un fisiologo russo, allievo di Ivan Pavlov che ha offerto un notevole contributo alle neuroscienze svelando alcune caratteristiche del processo di adattamento del sistema nervoso centrale in seguito ad una lesione e determinando il ruolo del cervello in tale processo.

Infatti Perfetti lo citava proprio perchè si trattava di un’autore che ha impiegato tutte le sue ricerche a classificare e comprendere come il sistema nervoso centrale si comportasse in seguito ad una lesione e come possiamo capire conoscere come il nostro organismo reagisca in seguito alla lesione e alle esperienze terapeutiche per noi è di fondamentale importanza. Famose sono le tre leggi di Asratian che regolano la diaschisi:

  1. È un fenomeno sinaptico
  2. Regredisce più precocemente dai circuiti paucisinaptici
  3. Il processo di deinibizione è favorito tramite stimoli deboli

Anche senza una conoscenza molto approfondita del fenomeno della diaschisi queste tre leggi che ci insegnava Perfetti ti aiutavano ad avere una panoramica immediatamente chiara del fenomeno e della sua natura. 

Molti di voi conosceranno questo fenomeno come Neural Depression, Shock spinale o shock centrale o Ariflessia, ma stiamo parlando dello stesso fenomeno che vede una alterazione della funzionalità di alcune regioni del sistema nervoso centrale anche a distanza dalla lesione.

Torniamo ad Asratian e alle sue leggi, ovviamente come riabilitatore sono sempre state fondamentali e insegnando ai ragazzi del corso di laurea in fisioterapia e ai più grandi del master in neuroriabilitazione sentivo il bisogno di ampliare l’argomento approfondendo la letteratura Russa ed in particolare Asratian andando alla ricerca delle 3 leggi che ci spiegava Perfetti, così dopo una ricerca bibliografica riesco a trovare una copia di questo magnifico libro Compensatory adaptation, Reflex Activity & Brain ed inizio lo studio cercando avidamente queste 3 leggi.

Confesso che alla termine dello studio rimango deluso. Attenzione da una parte assolutamente rapito da un testo di un valore che poche volte mi era capitato di avere tra le mani, tuttavia di queste tre leggi non c’era traccia.

Allora torno a rivalutare la bibliografia e però tutti gli indizi mi riportavano a questo testo. Ovviamente il testo è in inglese e quindi probabilmente mi erano sfuggite a causa della lingua e mi tuffo di nuovo in una seconda revisione, in effetti che la diaschisi fosse un fenomeno sinaptico era chiaro nel testo, ma che retrocedesse più precocemente dai circuiti paucisinaptici e più favorevolmente tramite stimoli deboli questo non usciva fuori nemmeno dopo la terza e quarta volta che lo ristudiavo riga per riga.

Eppure che si trattava di un testo fondamentale per il mio proposito, questo era chiaro, vi leggo la prime righe del primo capitolo è ovvio che il contenuto parla di diaschisi e delle leggi che regolano il processo di compensazione in seguito ad una lesione.

Gli organi del sistema nervoso centrale di un organismo sviluppato reagiscono ad una lesione meccanica con una profonda e più o meno prolungata soppressione dell’attività di quelli che non sono stati danneggiati nella loro struttura dal trauma.

Il libro è piuttosto complesso perchè Asratian come il suo maestro Pavlov fanno capo alla scuola di fisiologia sovietica molto attenta al metodo sperimentale, ovvero si contrapponevano con forza ad una tendenza di spiegare i fenomeno dal punto di vista solamente teoretico, i fenomeni dovevano essere spiegati dai fatti e non dalle parole e i fatti passavano per l’esperimento. In questo libro troviamo un compendio di anni di ricerche condotte con il metodo rigoroso dell’osservazione sperimentale. Perfetti ha fin da subito compreso l’importanza della scuola sovietica di fisiologia che ha prodotto autori del calibro di Pavlov, Anochin ripreso anche recentemente per lo studio dei sistemi complessi, Lurija il padre della neuropsicologia, Vigotsky nel campo della psicologia.

Quando andavi nello studio di Perfetti c’era un quadretto che raffigurava Pavlov è uno delle sue figure di riferimento, quindi era chiaro che per capire l’opera di Asratian e trovare finalmente queste 3 leggi dovevo approfondire l’opera del suo maestro Pavlov e devo dire che è stato uno dei più bei regali della mia eterna carriera da studente, perchè è un tuffo in un altro mondo, noi associamo Pavlov al cane e al campanello, ma Pavolv si sarebbe tagliato un dito piuttosto di usare un oggetto come un campanello, figuriamoci!

Pavolv Usava solo stimoli che poteva misurare in modo assolutamente inequivocabile ed il campanello è lungi dall’essere uno strumento adatto a tale proposito. Sicuramente ne parleremo in altre review dedicate solo a Pavlov, come queste 23 lectures sul riflesso condizionato, tra l’altro ai più attenti non sfuggirà questa curiosa coincidenza con le T in copertina e quelle che usiamo tutti i giorni con il tabellone ideato da Perfetti. Queste sono immagini realizzate da Leon Orbeli altro allievo storico di Pavlov che le utilizzava proprio con il proposito di analizzare le capacità di discriminazione visiva dei cani. 

Ebbene già dopo i primi studi dell’opera di Pavlov finalmente le tre leggi di Asratian cominciano ad essere intelligibili nel suo libro, ma attenzione non stanno li in bella vista come ingenuamente mi aspettavo, Perfetti ancora una volta dimostra il suo grande valore di insegnante anche premuroso perchè si è prodigato in un lavoro di sintesi ed interpretazione attentissima di migliaia di risultati ottenuti con il metodo sperimentale da Pavolv ed i suoi allievi e ce li ha regalati belli impacchettati su un piatto d’argento , cosi confezionati in 3 leggi snelle e chiare sul funzionamento della diaschisi e ovviamente offrendo anche al panorama della riabilitazione il corrispettivo correlato pratico ovvero cosa significa nel paziente con cerebrolesione che il sistema viene liberato dalla diaschisi dai circuiti paucisinaptici e tramite stimoli deboli.

Ho impiegato 3 anni in questa ricerca e finamente proprio ieri ho esposto ai miei allievi del master di neuroriabilitazione per la prima volta la lezione su Asratian, Pavolv, Perfetti e le leggi della diaschisi, qui mi limito ad una review sul libro di Asratian.

Asratian nel suo libro dove raccoglie le sue ricerche vuole chiarire 4 aspetti fondamentali nei confronti degli adattamenti compensatori dell’attività riflessa e del cervello, ovvero la causa di questi adattamenti quindi rispondere alla domanda perchè avvengono, la localizzazione quindi dove, la natura quindi come si sviluppano ed infine chiarire il ruolo del cervello in questi processi adattatori.

Nei confronti della spiegazione della causa, ovviamente Asratian non era l’unico ad affrontare il problema e nemmeno il primo, Sherrington infatti già parlava del fenomeno attribuendolo ad una perdita dell’influenza dei centri sovrasegmentali nei confronti di quelli spinali proprio a causa dalla lesione. Pavlov invece attribuiva il fenomeno all’inibizione del sistema neurale alla necessità dell’organismo di proteggere il sistema nervoso centrale e predisporne il recupero. Asratian era dello stesso parere del suo maestro, alla luce anche di dati sperimentali che dimostravano la presenza di inibizione non solo a valle della lesione ovvero nella porzione caudale ma anche in quella craniale, quindi al di sopra della lesione dove l’influenza dei centri sovrasegmentali era integra. Asratian conclude che la lesione non opera come una interruzione della facilitazione dei centri superiori, ma come come agente in grado di alterare il funzionamento della rete nervosa anche ad azione prolungata nel tempo.

Nei confronti della localizzazione erano già a disposizione dell’epoca dati inerenti al fatto che l’inibizione colpisse le sinapsi, questo lo identificava anche lo stesso Sherrington, ma Asratian individua un maggior coinvolgimento delle sinapsi che permettono la comunicazione tra fibra afferente, quella che risponde al recettore per intenderci, e l’interneurone che avrà il compito di comunicare con il neurone efferente per produrre una risposta e anche con le vie ascendenti che comunicheranno con i livelli superiori. Ovviamente gli studi della causa , della localizzazione e della natura si connettono tra di loro ed infatti anche la localizzazione prevalente dell’inibizione a carico delle sinapsi tra neurone afferente ed interneurone e delle ulteriori stazioni afferenti intermedie rappresentano un dato molto interessante se lo incrociamo anche con le intuizioni di von Monakov ampiamente dimostrate anche in tempi moderni che vedono la separazione, quindi l’inibizione funzionale di organi come il talamo omolaterale ed il cervelletto contralaterale che come sappiamo il primo opera come un rene che smista tutte le informazioni provenienti dal corpo verso le aree della corteccia ed il secondo organizza la frammentazione del corpo in funzione della costruzione delle informazioni con il mondo interno ed esterno, ci troviamo di fronte alla necessità dell’organismo di regolare l’ingresso di stimoli che in quel momento rischiano di far mantenere lo stallo creato dalla lesione e qui veniamo alla natura della diaschisi.

Pavlov identifica nell’inibizione la natura della diaschisi. Quando abbiamo inibizione nel nostro sistema nervoso centrale? Sia quando ci troviamo di fronte ad uno stimolo di forte intensità anche per un breve periodo, ma anche di fronte ad uno stimolo medio o blando però prolungato nel tempo e la lesione cerebrale determinerebbe proprio una stimolazione sovramassimale in grado di generare una rapido esaurimento sinaptico, una fatigue delle sinapsi a cui seguirebbe un processo inibitorio a carico di strutture nervose anche a distanza e specialmente coinvolte nel processo di analisi delle informazioni.

Asratian vede il problema del ruolo del cervello come assolutamente urgente e per forza di cose deve sviluppare anche un modello dell’architettura del sistema nervoso centrale, partendo dagli studi sulla rappresentazione del riflesso condizionato a livello corticale. Questo assunto già elaborato da Pavlov era di una modernità spaventosa, addiruttura prima della ricerca di Penfield che dimostrava una sorta di rappresentazione discreta del corpo nella corteccia pre e post rolandica, Pavlov parlava di rappresentazione di una attività nervosa riflessa. Noi siamo abituati a immaginare il riflesso con una interazione lineare tra recettore, fibra afferente, interneurone, fibra efferente ed organo effettore, invece come già suggeriva un altro nobel Lorente de No, l’architettura prevedeva invece la rappresentazione dello stesso riflesso anche nei livelli superiori del snc, e chiaramente ogni livello garantiva una integrazione con il resto del snc sempre maggiore fino arrivare in corteccia dove potenzialmente tutti i riflessi sono integrati tra di loro, quindi ad ogni livello possiamo trovare un numero di sinapsi e processi nervosi sempre maggiore.

L’intensita di un circuito nervoso è dato anche dal numero dei processi in gioco in tale circuito, quindi qui ci rendiamo conto che la natura inibitoria della diaschisi conduce ad uno stallo funzionale delle sinapsi specialmente afferenti anche a distanza e che l’inibizione come l’eccitazione è regolata dal fenomeno di concentrazione o generalizzazione, quindi si diffonde per effetto dell’irradiazione o si riduce per concentrazione, i circuiti dei livelli periferici che godono di una integrazione minore ma che generano anche una intensità minore sono i primi ad essere liberati dalla morsa della diaschisi, per questo vediamo nelle prime settimane in seguito alla lesione che se il paziente sbadiglia o se fa una sforzo la mano si chiude, perchè i circuiti che per primi si liberano sono quelli con il minor numero di sinapsi, i riflessi, ma la loro configurazione a livello spinale, e per la stessa natura inibitoria causata da una stimolazione di grande intensità per favorire il regresso dell’inibizione il sistema deve essere sottoposto a stimoli deboli. 

Il mio obiettivo era quello di celebrare in meno di 10 minuti l’opera di questo autore Russo Ezras Asratian, del nostro autore italiano Carlo Perfetti e per parlare della nostra passione che è la riabilitazione

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